Percorsi e obiettivi
13/05/2010
Perché chiamo conflitto una particolare situazione che vedo, o una particolare situazione che vivo?
Dove nasce il conflitto?
E che cosa definisco “conflitto”?
Sono queste alcune delle domande che hanno mosso il lavoro di analisi e decodificazione di alcune dinamiche umane – singole e di gruppo – che ci siamo proposti di sviluppare in questo kit formativo.
Crediamo che i conflitti non vadano negati o nascosti ma che, grazie alla loro capacità di essere momenti di sospensione, durante i quali vengono modificati e scardinati i ruoli e le regole sociali, possano risultare elementi costruttivi da osservare ed utilizzare come fattori di possibile trasformazione.
Il nostro lavoro non si propone di fornire ricette preconfezionate da applicare e da utilizzare nella gestione non violenta dei conflitti, perchè queste possono cambiare a seconda della situazione, degli influssi esterni, delle dinamiche individuali e di gruppo.
Il nostro lavoro cerca invece di fornire ingredienti che possono essere utilizzati nell’analisi delle situazioni conflittuali, nella decodifica dei comportamenti e delle reazioni che vengono alla luce nei momenti di disagio e di scontro.
Sta poi nella capacità individuale del formatore e del gruppo di lavoro comprendere come questi ingredienti possono essere utilizzati, combinati ed applicati alla realtà che si trovano a decofidicare, facilitando il percorso che porta alla risoluzione del conflitto
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Acting conflicts! presenta 6 casi studio su conflitti sociali e culturali nelle periferie di Roma, Tallin, Parigi, Bucarest, Ankara e Lisbona e sviluppa differenti percorsi di analisi ed intervento utilizzando l'educazione non formale, l'Aikido, il tango e il Teatro dell'Oppresso

